Milano 1946

Mergans suona la carica dei 101

Il lanciatore ceco è il 101° straniero nella storia del Milano dal 1953 ad oggi. Ecco una veloce ricostruzione di questa lunga avventura attraverso campioni e comparse. 63 statunitensi, ma anche 13 dominicani e 11 venezuelani. Montgomery il primo, Calvo il centesimo, Herrera quello con più presenze, sei ex major leaguer e tre soli europei. Van Zandt, Phares e Duarte sia in campo che in panchina


Con l’arrivo di David Mergans siamo a quota 101. E non parliamo di pensioni, ma di stranieri tesserati dal Milano in settant’anni. Il lanciatore della Repubblica Ceca è infatti il 101° rossoblù proveniente dall’estero, l’ultimo di una serie che ha portato a Milano parecchi campioni, tra cui anche sei ex major leaguer, ma pure qualche inevitabile bidone. Qualcuno persino rispedito al mittente ancor prima di mettere piede in campo come l’ormai “leggendario” Vic Wernholm, il razzo del Michigan, interbase velocissimo soprattutto nel riprendere l’aereo per tornarsene a casa.

Gli Usa ovviamente dominano l’elenco degli stranieri rossoblù, tanto che una volta si parlava comunemente di “partita dell’americano” per indicare quella riservata al lanciatore straniero. Dei 101 rossoblù d’importazione, ben 63 hanno infatti passaporto a stelle e strisce, seguiti a distanza dai dominicani (13) che nelle ultime stagioni hanno sorpassato i venezuelani (11). E poi 5 cubani, 3 argentini, un canadese e un honduregno. Mergans è il primo ceco e comunque è solo il terzo straniero proveniente dall’Europa, dopo lo svizzero Guido Koelliker (straniero solo di passaporto perché in effetti è nato e cresciuto a Milano) e l’olandese Ruben Rijkhof (approdato a Milano in epoca United) a cui in teoria va aggiunto anche Brian Biegel (visto al Kennedy lo scorso anno per mezza stagione) che è antillano ma ha passaporto olandese, essendo di Curaçao. Con passaporto spagnolo, per la verità, hanno giocato anche due venezuelani (Alex Hernandez e Harvey Rejes) e un dominicano (Alejandro Calvo) che altrimenti non avremmo potuto tesserare.

Dei cento stranieri utilizzati fino allo scorso campionato, il recordman di presenze è il dominicano Miguel Herrera (152 partite), seguito da due americani, Joel Lono (142) e David Phares (113). Oltre le cento presenze troviamo anche George Dummar (109), Ken Spears (106) e il venezuelano Alex Hernandez (102), mentre i due cubani dello United Silva e Wong si sono fermati a 94 in coabitazione con l’americano D’Ercole.

Il primo straniero di questa lunga lista si chiamava William Montgomery e sinceramente non ha lasciato traccia. Di lui non abbiamo nemmeno una fotografia, sappiamo solo che era americano, probabilmente un militare, ed ha giocato una sola partita, contro il Nettuno, l’11 ottobre del ’53. Dall’anno successivo, invece, viene tesserato anche come giocatore il leggendario tecnico americano Elliot Van Zandt, che è stato ingaggiato dal Cus Milano per allenare la squadra, ma non disdegna qualche saltuaria apparizione come prima base, nonostante sia ormai sulla quarantina. Nel 1960 il secondo scudetto rossoblù è firmato anche dalla coppia Donald Welch-Richard Ramos, che però non vanno oltre le tre presenze a testa. Il primo quindi a giocare con una certa consistenza è Kenneth Wolff che colleziona 10 partite su 18 nel campionato del ’62 ed è anche venuto a trovarci in occasione del 60° anniversario del Milano nel 2006.

Il 10° straniero della serie è forse il primo vero giocatore di livello, ovvero Theodore Payne, protagonista dello scudetto del ’66 e primo colored della storia rossoblù. Il 20° è ancora un americano ed è un altro pezzo da novanta, ovvero Frank Bonfonte, bomber del ’74-75 che mette a segno anche il record di fuoricampo in una stagione (21 nel 1974), primato tuttora imbattuto. Il 30° è un altro Frank, anche se sarebbe più corretto dire Francisco, visto che l’americano Gonzalez è un interbase di origine cubana protagonista nell’Edilfonte del 1980. Il 40° è un altro interbase proveniente dalla Florida come Gonzalez, ovvero Steve D’Ercole, all’occorrenza anche ottimo lanciatore nella Bkv dell’86-87. E il 50° straniero della serie è addirittura un ex major leaguer, anzi arriva direttamente dai Seattle Mariners, dove aveva giocato la stagione 1990, per approdare alla Mediolanum nel ’91: stiamo parlando di Brian Giles, uno dei sei rossoblù ad aver giocato anche in MLB insieme a Randle, Morrison, Heath, Smith e Walewander.

Nel 1998 arriva invece lo straniero numero 60: Travis Farrell, lanciatore californiano dottore in Economia, che approda a Milano a metà stagione per giocare la coppa delle Coppe a Zagabria e poi resterà fino a fine stagione. Il numero 70 è un dominicano, il catcher Weltin Cabrera, che arriva dal Paternò dove ha giocato le prime due stagioni italiane. Mentre il numero 80 è un venezuelano, Renny Duarte, pitcher di grande spessore ingaggiato dallo United nel 2010 e rimasto poi per anni in Italia con due stagioni anche da manager della franchigia milanese. Il 90° straniero rossoblù è invece ancora un protagonista del Milano di oggi, in cui sta battendo molti record di longevità: il dominicano Geronimo Morillo, arrivato nel 2018 e alla sua quinta stagione rossoblù. Il 100° è un altro dominicano, Alejandro Calvo: è arrivato a metà dello scorso campionato per sostituire l’antillano Biegel ma senza avere maggior fortuna. E adesso tocca a David Mergans suonare la carica dei 101.

02/02/2022
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