Il Milano va fuori strada nel testacoda di Settimo
I rossoblù subiscono la prima doppia sconfitta stagionale in casa dell'ultima in classifica, sperperano 22 valide messe a segno in due partite, pagano una difesa imbarazzante e una corsa sulle basi indecifrabile. Nel primo incontro rincorrono i piemontesi fino al tiebreak, poi si buttano via. E in gara due pagano il crollo di Perez che subisce 6 punti al 5° inning. Una domenica tutta da dimenticare con una classifica che adesso si fa molto complicata. Ma c'è ancora tempo per reagire e i ragazzi di Fraschetti potreanno farlo già domenica con l'Avigliana

Il Milano scopre la sua domenica bestiale. Cade due volte a Settimo Torinese, nel testacoda in casa dell’ultima in classifica, subisce la prima doppia sconfitta stagionale (non accadeva da Milano-Codogno, ultima di campionato del 2024), cede il primato allo stesso Codogno e mette improvvisamente a rischio la qualificazione ai playoff, incalzato dal Senago che batte due volte l’Avigliana.
Ce n’è abbastanza per voltare subito pagina, ma i rossoblù devono meditare seriamente su questa sconfitta e capire se si tratta di un preoccupante calo di forma oppure solo di una sciagurata giornata di “vacanza” mentale. Toccherà a Marco Fraschetti cercare una risposta in questa settimana prima del rush finale che decide la stagione. Perchè già da domenica prossima al Kennedy contro l’Avigliana sarà vietato sbagliare.
Difficile trovare una chiave di lettura a una doppia sconfitta subita contro una squadra, il Settimo, che fino ad oggi aveva raccolto solo 4 vittorie in tutto il campionato, che all’andata era stato liquidato senza problemi e che solo sette giorni fa, nel derby piemontese con l’Avigliana, aveva subito 24 punti in due partite. Ma va sgombrato subito il campo da qualsiasi equivoco: i torinesi hanno meritato ampiamente le due vittorie, giocando un baseball essenziale, colpendo nei momenti decisivi anche con azioni coraggiose (la doppia rubata nel tie break di gara uno che ha mandato fuori giri i rossoblù) e anche con battute perentorie (come le sei valide consecutive – con due doppi – che hanno demolito Perez al 5’ di gara due), trascinati da un interbase in grandissima giornata come Giorgio Calvo.
Il Milano è esistito pochissimo: tre inning in gara uno con un faticosissimo vantaggio di 2-0, poi con un guizzo personale di Simone Calasso a metà partita (fuoricampo da un punto per il pareggio 3-3) e infine con il pareggio all’8’ e l’effimero vantaggio nella prima parte del 10’. Troppo poco per mettere a frutto le 13 valide realizzate e sperperate (contro le 12 dei padroni di casa). Ma soprattutto la squadra di Fraschetti si è sciolta come neve al sole nel pomeriggio quando, ancora in vantaggio per 2-0, il Milano ha subito il colpo decisivo nella quinta ripresa, quando Yamichel Perez ha alzato bandiera bianca in modo allarmante, lasciando il monte a Zingarelli. E anche in questa seconda partita, pur mettendo a segno 9 valide contro un Suarez non irresistibile, e comunque rimasto sul monte fino al 9’, i rossoblù hanno saputo concretizzare solo due punti, firmati da Samuele Pasotto che è stato l’unico ad impensierire veramente i piemontesi con un triplo al 2° inning e un singolo al quinto.
Ma, al di là delle analisi dei singoli episodi, il problema vero è che il Milano di ieri è mancato sotto troppi aspetti: un attacco incapace di sfruttare comunque le 22 valide messe a segno in due partite, anche per una corsa sulle basi spesso indecifrabile, cui va aggiunto un Fraulini fermato discutibilmente in terza base, quando poteva essere il punto del sorpasso all’8’ inning per evitare il tie break in gara uno. Ma a questo va aggiunta una difesa a tratti sfasata, accreditata benevolmente di soli 3 errori in due partite dagli scorer, ma che ha fatto vedere bunt elementari difesi in modo imbarazzante, palle al volo cadute davanti ai piedi, altre passate in mezzo alle gambe, per non dire di occasioni da doppio gioco mai sfruttate completamente.
Insomma una fiera dell’horror che va subito dimenticata per mettere la testa sulle 5 partite che restano, una più importante dell’altra. Se non si vuole buttare via una stagione, non ci si può più distrarre. Questa squadra ha dimostrato fino a ieri di poter battere chiunque. Adesso sarà chiamata a farlo.







