Milano 1946

Il Milano respinge l'assalto del Poviglio
Il pareggio mantiene i rossoblù al comando

La squadra di Bianchi (ancora senza Doba) domina gara uno con la coppia Persico-Gonzalez, ma soprattutto con ben 20 valide (Daniel Perez e Torrellas a 4 su 5). Nel pomeriggio Yamichel Perez crolla dopo tre inning impeccabili, ma quando esce anche Gongora i rossoblù rimontano da 0-8 al 10-13 finale che comunque salva la differenza punti tra le due squadre. Un finale da irriducibili nella sfida che celebrava le 2500 partite del Milano


Roberto Bianchi e Marco Pasotto con la maglia celebrativa della 2500 partita di campionato del Milano

Tutto come prima. Il Milano passa indenne anche la trasferta di Reggio Emilia contro il Poviglio. Tutto finisce come prevedibile, anche se non nel modo previsto, ma il risultato è che i rossoblù portano a casa un pareggio che, anche in termini numerici, salva ancora il primato e il vantaggio nel confronto diretto. Che, tradotto in soldoni, significa potersi anche permettere una sconfitta nelle quattro gare rimanenti per finire il girone al primo posto. Tutti ragionamenti che ovviamente non vuol sentire Roberto Bianchi, che non fa calcoli ma chiede solo ai suoi di continuare a giocare con l’impegno e la determinazione viste in gran parte della stagione.

E anche a Poviglio si è visto un Milano che, pur con qualche difficoltà sul monte, per l’assenza ancora di Ion Doba e la giornata non felicissima di Yamichel Perez, ha saputo sempre combattere nel box, portando a casa gara uno a suon di valide (una valanga: 20) e arrendendosi in gara due solo all’ultimo inning dopo aver quasi rimontato uno svantaggio di 8 punti a metà gara.

Tutto prevedibile, dicevamo, perché se il Milano era favorito in gara uno, si sapeva che nel pomeriggio ci sarebbe stata da scalare una montagna di nome Dariel Gongora e si pensava ad uno scontro punto a punto tra lui e il Talisman Perez come all’andata. In vece a metà gara entrambi i pitcher cubani, per motivi diversi, sono usciti di scena ed è iniziata un’altra partita, una di quelle destinate a finire “tanti a tanti”, ma in cui purtroppo i rossoblù non sono riusciti a rimontare completamente il pesante handicap.

In gara uno Bianchi affida di nuovo il monte al “Grandon” Persico che fa il suo mestiere per 5 riprese, subisce 4 punti (da quello che è pur sempre il miglior attacco del campionato, quello emiliano) pagando subito un errore difensivo e venendo toccato duramente solo da Giovanardi con un triplo al 3° inning, ma tiene la partita entro i limiti di sicurezza. Anche perché l’attacco comincia a macinare punti sui pitcher reggiani: al 2’ siamo già 5-3 e al 6’, quando scende Persico, siamo avanti 8-4. Su un campo lunghissimo come quello di Reggio non si vedono fuoricampo, ma sono i doppi di Fraschetti, Marco Pasotto e Torrellas a fare la differenza. Al 6’, dopo una valida e un colpito, Bianchi toglie Persico ma questa volta (contrariamente a quanto accaduto con il Senago) va sul sicuro mettendo le partita nelle mani di Anthony Gonzalez che infatti chiude la ripresa senza danni. Nel frattempo l’attacco rossoblù completa l’opera (2 punti al 7’ con due valide consecutive dei cugini Pasotto, una volata di Perez e un singolo di Calasso e altri 2 al 9’ con valida di Daniel Perez, un altro doppio pesante di Torrellas e una valida di capitan Bancora) e il pitcher italo-venezuelano blinda la partiuta concedendo solo 2 valide negli ultimi 4 inning.

E’ il 13-5 che consente già al Milano di mettere in cassaforte l’obbiettivo minimo della trasferta più impegnativa della stagione, oltre tutto con un punteggio che mette al sicuro anche il confronto diretto. Bene Persico, dicevamo, ottimo il rilievo di Gonzalez, ma stratosferico soprattutto l’attacco con 20 valide di cui 8 a firma dei soli Perez e Torrellas (4 su 5 per entrambi), ma soprattutto con i punti battuti a casa da Bancora e Fraschetti (3 a testa).

Anche gara due comincia come previsto, con Yamichel Perez e lo spauracchio Gongora che tengono la partita sullo 0-0 fino a metà del 4’, senza valide su entrambi i fronti. Poi però il Talisman crolla improvvisamente: sette giorni dopo la grande prestazione con il Senago, subisce inspiegabilmente l’attacco del Poviglio che in un inning gli infligge 7 valide e solo un provvidenziale doppio gioco Ambrosioni-Espejo mette fine allo stillicidio che porta gli emiliani avanti 5-0. In sostanza una montagna da scalare davanti a un pitcher come quello del Poviglio che all’andata aveva già inflitto ai milanesi 22 kappa in 9 riprese. Si pensa quindi a difendere almeno lo svantaggio per non rimettere in discussione la differenza punti. Tanto più che al 5’ ricomincia il “batting practice” emiliano e Bianchi deve togliere Yamichel affidando a questo punto il monte a Gero Morillo che chiude l’inning ancora con un bel doppio difensivo Samu Pasotto-Espejo, ma intanto il risultato si è dilatato sull’8-0 che sembra la pietra tombale per le velleità rossoblù.

Al 6’ però, dopo 10 kappa (ma anche 3 basi) in 5 riprese, Gongora si fa da parte, probabilmente per risparmiarsi, visto l’ampio vantaggio, e il Milano comincia la risalita con 4 punti (gran triplo di Ambrosioni) sul primo rilievo Cepparulo che dimezzano lo svantaggio e ridanno improvvisamente fiducia ai rossoblù. Il problema è che il Milano continua sì a macinare punti (alla fine saranno ben 10), con altre 12 valide (in 4 inning!), tra cui un triplo di Daniel Perez (un bomber implacabile che attualmente viaggia a livello di Tripla corona di serie A2), ma anche Morillo alla fine deve cedere di fronte alle mazze di casa che piazzano altri 4 punti all’8’ (con un triplo del solito Giovanardi) che spezzano definitivamente le residue speranze rossoblù.

Il match in cui il Milano celebrava le 2500 partite di campionato dal 1948 ad oggi, finisce con una sconfitta che poteva essere prevedibile, ma visto lo svolgimento della gara, non era più inevitabile. E rimontare da 0-8 al 10-13 finale è stato comunque un segnale importante di una squadra che non vuole arrendersi mai. Proprio quello che Bianchi aveva chiesto ai suoi. Probabilmente, a completezza di monte, le cose sarebbe potute andare diversamente, ma la gara numero 2500 può consegnare almeno a Bancora e compagni la patente di irriducibili. Da conservare insieme alla speciale maglia ricordo.

07/09/2026
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