Cent'anni fa nasceva Franco Milesi
il vero padre del Milano
Il 2 aprile 1926 nasceva quello che deve essere considerato a tutti gli effetti l'ispiratore dello sviluppo del baseball nella nostra città. Tornato a Milano dopo la Liberazione al seguito della V Armata USA, Milesi portò il seme del nostro sport tra gli amici e i compagni di università che nel 1946 hanno fondato il nostro club. Fu il primo presidente, ma anche il primo catcher della nostra storia e contribuì a fondare la federazione italiana di cui fu il primo vicepresidente del principe Borghese
Se il Milano quest’anno festeggia 80 anni di attività, se tanti ragazzi hanno giocato e giocano a baseball tutti i giorni al Kennedy, gran parte del merito è di un signore nato proprio cent’anni fa, il 2 aprile 1926. E quindi oggi vogliamo giustamente ricordare la figura che sta all’origine di tutto il baseball milanese, Franco Milesi. Tra i cinque soci fondatori del nostro club nel settembre del 1946, a Milesi va infatti riconosciuta una primogenitura, nel senso che fu proprio lui, tornato in città dopo la Liberazione al seguito della V Armata statunitense, a portare agli amici la novità di questo strano gioco imparato dai soldati americani.
Così Milesi cominciò a diffondere il virus del baseball tra un gruppo di studenti della propria facoltà, quella di Giurisprudenza all’Univeristà Statale, dove vennero subito contagiati i vari Setti, Donnabella, Costa e Grimaldi, proprio i cinque studenti che avrebbero poi fondato la nostra società, ma anche i vari Del Fante, Duci, Calligaris, D’Andrea, tutti nomi che ricorrono nella formazione del primo Milano, quello che due anni più tardi avrebbe dato vita alla prima partita del baseball italiano.
A dire il vero, nella primavera di quel 1946, Milesi propose agli amici il softball, giocato dai militari americani nel tempo libero, poiché per regolamento ai soldati era vietato di giocare a baseball. Il softball invece rappresentava la formula ideale per passare qualche ora in relax e senza rischi particolari. Così anche il Milano, pur chiamandosi Base Ball Club (allora il termine che indicava il nostro sport si scriveva ancora staccato, da cui il BBM che si legge sulla prima casacca del Milano, ma anche il BBC che accompagna da sempre il Grosseto), nasce come squadra di softball da giocare con i soldati e con gli studenti americani della YMCA giunti in città. Fu solo nell’anno seguente, quando i ragazzi del Milano si imbatterono in Max Ott, che il gruppo comprese il fascino di passare alla forma classica del nostro sport. Fu proprio Max infatti ad imporre quasi a forza il passaggio al baseball, fino a creare la prima lega cui aderirono i club milanesi nati nel frattempo e la Libertas Bologna che vincerà il primo campionato del 1948.
Ma se a Max Ott va riconosciuto il merito di aver spinto i ragazzi milanesi a giocare a baseball, a Milesi non si può negare il ruolo di polo di attrazione per tutti quelli che si avvicinarono al nostro sport. Doriano Donnabella lo ricordava quasi come un visionario, perché quando portò gli amici a fare i primi tiri nei prati davanti al Vigorelli, in viale Zara o addirittura nel fossato del Castello Sforzesco, Franco Milesi avrebbe già avuto in mente quello che poteva diventare un vero e proprio movimento, come poi si sarebbe effettivamente sviluppato. Non a caso Milesi, che sarà il primo presidente del Milano, rappresenterà il nostro club anche nelle riunioni che portarono via via alla riunificazione tra Nord e Centro, quando anche le squadre laziali decisero di passare al baseball e si creò la Federazione Italiana Palla a Base, il nome con cui venne fondata la Fibs.
Franco Milesi, però, non fu solo un abile dirigente, ma anche un atleta importante, primo catcher rossoblù (in batteria con Leo Costa nella prima partita del Giuriati nel ’48) e idolo di molti ragazzini che si avvicinavano al baseball in quegli anni, affascinati dalle divise e dagli attrezzi, come ricordava Elio Cerea. Anche se a ben guardare Milesi restò in campo solo nelle prime stagioni, praticamente fino al ’49. Poi però continuò la sua opera organizzativa e fu il primo vicepresidente federale con l’avvento alla presidenza del principe Steno Borghese.
Le conoscenze intrecciate con gli americani lo portarono poi a sviluppare una importante carriera professionale come dirigente della IBM anche a livello europeo e questo suo impegno lavorativo lo allontanò a poco a poco dal baseball e dal Milano. Ma non si può parlare della nascita del nostro club senza ricondurre a lui il seme che fece germogliare tutto. E quindi oggi, a cent’anni esatti dalla sua nascita, è giusto ricordare Franco Milesi come il vero papà del Milano.







