Milano 1946

L'XI Premio Doriano Donnabella
a Ennio Paganelli e alla memoria di Lele Crippa

In base ai parecchi voti pervenuti, il Milano ha assegnato l'annuale premio intitolato a Doriano Donnabella a Ennio Paganelli e alla memoria di Daniele Crippa. La scelta di quest'anno è caduta su due tecnici di lungo corso: Paganelli impegnato da tantissimi anni come pitching coach della nostra prima squadra e Crippa capace di portare una squadra giovanile rossoblù al miglior reisultato della nostra storia, sfiorando uno scudetto nel '91. Un riconoscimento che di fatto premia Paganelli alla carriera, pochi giorni dopo aver annunciato il suo ritiro dall'attività. I premi verranno consegnati nella consueta cena di fine anno. 


Daniele Crippa, a sinistra, ed Ennio Paganelli, a destra, coach di Carlo Passarotto (al centro) nel 1982

Il premio intitolato alla memoria di Doriano Donnabella, giunto alla sua XI edizione, ha visto pervenire parecchi voti che hanno omaggiato due personaggi legati al Milano in modo differente, ma uniti dalla loro vocazione e dal loro prezioso lavoro di tecnici. Il premio effettivo è andato infatti a Ennio Paganelli, figura storica del Milano, in campo praticamente da cinquant’anni, prima da lanciatore e poi per tantissime stagioni da pitching coach, mentre il premio alla memoria è andato a Daniele Crippa, che del Milano è stato soprattutto per parecchi anni tecnico delle giovanili, portando una squadra rossoblù a sfiorare lo scudetto nel 1991, perso nella finalissima contro il Parma, miglior piazzamento di sempre per una formazione del nostro vivaio. Due personaggi praticamente accomunati anche dall’anagrafe, visto che Ennio è del 1950, mentre Lele era nato nel 1951, e che sono stati contemporaneamente anche coach della prima squadra per un anno, con Passarotto manager, nel 1982. Quest’anno, dunque, dopo tre stagioni, torniamo ad assegnare anche il premio alla memoria (l’ultimo era stato tributato a Paolo Cherubini nel ’19), purtroppo dovuto anche alla recente scomparsa di Crippa che ha toccato tantissimi amici.

Il premio a Paganelli invece va giustamente a gratificare il lavoro incessante di un tecnico che ha saputo andare in campo fino a quest’anno, a 72 anni compiuti, per trasmettere tutti i suoi studi alle giovani generazioni di lanciatori. Un personaggio capace di un impegno ammirevole, che non ha mai avuto eguali per continuità nella nostra storia (fatte salve un paio di “fughe” americane) e che va a sommarsi alla sua costante presenza in società anche a livello di consigliere da almeno una ventina d’anni. Con un periodo in cui è stato anche direttore tecnico del club. Un riconoscimento, tra l’altro, che arriva proprio nel momento in cui Ennio ha annunciato alla società che dal prossimo anno lascerà il ruolo di pitching coach, pur restando a disposizione del Milano come dirigente e come consulente tecnico. Insomma, un attestato che vale un po’ come una buonuscita o, meglio, come un premio alla carriera. “Ed è un grande onore riceverlo - ha commentato Paganelli – soprattutto perché intitolato a Doriano Donnabella, che per me è stato anche un grande amico”.

 

Ennio Paganelli, modenese di Finale Emilia, nato il 9 aprile del 1950, è cresciuto nei Cardinals, una squadra minore milanese, mettendosi in luce giovanissimo come lanciatore e approdando addirittura in Nazionale a 20 anni pur giocando in serie B, convocato nell’Italia che affronta per la prima volta un campionato mondiale, in Colombia nel 1970. Paganelli stabilisce così il record di esordire prima in un campionato mondiale che in serie A, dove approderà nel 1972, partecipando alla conquista dello scudetto con la Montenegro Bologna. Nel ’73 il suo trasferimento al Milano dove gioca 107 partite negli anni Settanta, tornando sul monte per un’emergenza anche nel 1985, quando lancia un paio di riprese nella finale promozione di A2 persa ad Anzio. Tra il ’77 e il ’79 è anche manager del Milano nella famosa “troika” composta da lui, da Carlo Passarotto e da Gigi Cameroni. Ma soprattutto dal ’77 ad oggi è stato quasi ininterrottamente il pitching coach rossoblù, lavorando con quasi tutti i manager che si sono succeduti alla guida del Milano, da Passarotto a Mazzotti, da Pasotto a Fraschetti. Un lavoro che l’ha visto seguire quasi tutti i pitcher che hanno vestito la nostra maglia nell’ultimo mezzo secolo: da Braga a Piazzi, da Cherubini a Baldi, da Torchio a Pizzi. Un lavoro che ha sicuramente reso Paganelli uno dei più quotati pitrching coach a livello nazionale, che lo ha portato a lavorare anche con il CNT e ad essere interprete dei principali tecnici americani venuti in Italia per le coach convention.

 

Daniele Crippa, nato a Milano il 4 dicembre del 1951 e scomparso purtroppo nell’agosto scorso, da giocatore è stato soprattutto un grande avversario del Milano in tanti derby: prima con la maglia dell’Inter, in cui è cresciuto e con cui ha vinto l’unico titolo italiano giovanile conquistato da una squadra milanese nel 1965, e poi con il Bollate. Al Milano è approdato a fine carriera, con tanti rimpianti, come confidava, di non esserci potuto arrivare prima: nel 1982 lo chiama Carlo Passarotto come coach ma anche, all’occorrenza, come prima base. Alla resa dei conti giocherà ben poco, anche perché nel frattempo nel ruolo si afferma un giovanissimo Guerci, ma inizierà la sua preziosa attività di tecnico che negli anni seguenti lo porterà ad occuparsi soprattutto delle squadre giovanili. E proprio con una formazione Ragazzi del Milano arriverà a disputare la finalissima per lo scudetto di categoria a Fano nel 1991, battuto dal Parma, lanciando i vari Torchio, Mazzetti, Veronelli, Fabio Scaletti e Lorenzo Selmi che poi sarebbero arrivati tutti alla prima squadra. Un traguardo che nessun allenatore delle giovanili rossoblù aveva mai raggiunto prima e avrebbe mai toccato in seguito, almeno fino ad ora. E quindi questo premio andrà sicuramente a premiare il suo impegno nella formazione dei piccoli giocatori, senza dimenticare l’importante contributo che Lele ha dato anche al lancio del baseball per ciechi nella nostra città.

 

In base alle indicazioni pervenute dai votanti, Ennio Paganelli ha vinto con il 18% delle preferenze dopo un lungo testa a testa con Alessandro Selmi (15%), mentre alle loro spalle si sono piazzati Maurizio Brusati (11%), Bob Gandini (10%), Dario Rossi (8%), Teddy Silva (7%), Folli, Cavazzano e Bianchi (5% a testa). Nelle indicazioni alla memoria Lele Crippa ha avuto il 25% delle indicazioni, ma molti hanno voluto ricordare giustamente Robert Fontana e Vittorio Mazzetti (14% a testa), Giancarlo Mangini (10%), Consonni e Pipolo (7%). I premi a Paganelli e alla memoria di Crippa verranno consegnati nella consueta cena di fine anno. Intanto i nostri complimenti a Ennio e un caro ricordo per Lele.

 

L'albo d'oro del Premio Doriano Donnabella:
2012: Emilio Lepetit
2013: Elia Pagnoni e alla memoria di Gigi Cameroni
2014: Lorenzo De Regny e alla memoria di Gianni Ghitti
2015: Giancarlo Piazzi e alla memoria di Giulio Glorioso
2016: Angelo Novali e alla memoria di Ugo Cossu
2017: Carlo Passarotto e alla memoria di Silvano Ambrosioni
2018: Enrico Zenesini e alla memoria di Goliardo Zanella
2019: Piero Allara e alla memoria di Paolo Cherubini
2020: Ivan Guerci e Alberto Spinosa

2021: Marco Giulianelli e Mauro Mazzotti

2022: Ennio Paganelli e alla memoria di Daniele Crippa

 

La photogallery dei premiati sulla nostra pagina Facebookhttps://www.facebook.com/photo/?fbid=568673228594311&set=pcb.568675341927433

 

07/11/2022
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