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Uno dei più grandi giocatori della storia del baseball italiano, re dei fuoricampo in campionato e in nazionale, torna al baseball dopo una lunga pausa e rientra come hitting coach della franchigia milanese. A Milano Bianchi ha giocato per tre anni (dal '90 al '92) vincendo due coppe delle Coppe e la Tripla corona. Come tecnico ha allenato Modena e Junior Parma
Dalla Hall of fame allo United. Un grande ritorno a Milano e nel baseball: Roberto Bianchi, 47 anni, nominato pochi mesi fa nella galleria dei grandi del baseball italiano, il più grande battitore della storia del nostro campionato assieme a Giorgio Castelli, 288 homer in 948 partite in serie A, ha deciso di tornare in campo come tecnico a cinque anni di distanza dalla sua ultima esperienza alla guida dello Junior Parma. E per il grande rientro ha scelto lo United, ovvero l’evoluzione di quel Milano per cui ha giocato tre grandissime stagioni all’inizio degli anni Novanta, vincendo due cope Italia, due coppe delle Coppe e una Supercoppa, ma soprattutto, nel 1991, la seconda Tripla corona della sua straordinaria carriera di battitore.
E proprio dei battitori Roberto Bianchi si occuperà nel nuovo staff della franchigia milanese in cui ritroverà Piero Bonetti, coach di Mazzotti ai tempi della Mediolanum, e adesso nuovo manager dello United. Lo staff tecnico dunque, dopo Bonetti e Luca Chiesa, e in attesa dell’arrivo di un pitching coach straniero, si arricchisce di un altro elemento di altissima qualità che avrà l’incarico di hitting coach. Un arrivo importantissimo per lavorare con i battitori della franchigia in funzione soprattutto di crescita futura.
Bianchi è nato a Milano il 2 marzo del ’63, ma è cresciuto a Bologna dove ha esordito in serie A con la Fortitudo nel 1981. Dopo 9 stagioni (uno scudetto e una coppa Campioni) in maglia bolognese, nel ’90 è il protagonista del grande colpo di mercato del Milano fresco di inserimento nella polisportiva Mediolanum. A Milano Bianchi resta per tre stagioni, totalizzando 137 presenze e soprattutto 49 fuoricampo che gli permettono in tre campionati di superare di una lunghezza il grande Bob Gandini come primatista rossoblu della specialità. Dopo Milano “Whitey” passa al Parma per quattro stagioni (con 2 scudetti e una coppa dei Campioni), poi Modena (’97), Rimini (’98) e ancora Modena dove chiude la carriera nel ’99. A Modena comincia anche la sua carriera di allenatore che continuerà nello Junior Parma.
In carriera ha vinto due volte la Tripla corona, trofeo vinto solo da due altri giocatori in sessant’anni di campionati, ovvero Roberto Gandini e Giorgio Castelli, è il recordman assoluto di punti battuti a casa (1170) e punti segnati (1106) in serie A ed ha la quarta miglior media battuta vita (383) in campionato dietro Castelli (421) e ai due americani Stimac (399) e Baez (388).
Ha conquistato anche tre campionati europei (tra cui quello memorabile dell’83 a Grosseto risolto proprio da un suo fuoricampo ai supplementari nella finalissima con l’Olanda) con la nazionale ed è stato il miglior catcher dei mondiali dell’86 in Olanda. In maglia azzurra ha giocato 150 partite (secondo di tutti i tempi dietro a Ruggero Bagialemani) e 46 fuoricampo (primatista assoluto), partecipando alle Olimpiadi di Barcellona ’92 e a quelle di Los Angeles ’84, dove il baseball era ancora sport dimostrativo.
Nella foto: Roberto Bianchi, a destra, con il manager Piero Bonetti
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